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Ieri, il 27 gennaio, era la giornata della memoria in ricordo delle vittime di quella che probabilmente è stata una delle più terribili barbarie della storia dell’umanità, l’Olocausto. Nel giro di pochissimi anni, il regime nazista pianificò scientificamente l’infame sterminio di quasi 19 milioni di persone innocenti, come gli oppositori politici, oppure quelli che la follia nazista considerava inferiori: ebrei, omosessuali, Rom, Sinti, Testimoni di Geova e portatori di handicap.
L’Italia fascista, a dispetto di quanto sostenuto dai revisionisti, si rese complice di quel massacro, prima con le leggi razziali del ‘38 e, dopo l’8 settembre ‘43, con le deportazioni di massa. La giornata della Memoria, tuttavia, non deve ridursi a mero momento di ricordo e cordoglio per le vittime dell’Olocausto, ma deve essere anche un’occasione per riflettere sulle tante stragi di innocenti che, quotidianamente, si verificano nel mondo. Dalla guerra del Darfur ai conflitti in Iraq e in Afghanistan, dalle tante guerre civili che sconvolgono nel silenzio della comunità internazionale i paesi del cosiddetto Terzo mondo, per arrivare ai recenti fatti accaduti nella striscia di Gaza. Proprio in relazione a quest’ultimo conflitto, spesso chi ha condannato l’intervento militare di Israele è stato tacciato di antisemitismo.
Naturalmente, la realtà delle cose non è quella: criticare la politica dello stato d’Israele è cosa ben diversa dal propugnare l’antisemitismo, ed è per questo che vogliamo ancora una volta manifestare la nostra solidarietà agli abitanti del ghetto ebraico di Roma, che negli scorsi giorni sono stati vittime di episodi di razzismo compiuti dai neofascisti.
Contro chi distorce la storia per i propri interessi, contro ogni forma di revisionismo, affinché il ricordo e la memoria di quanto accaduto possano impedire che altre vittime innocenti facciano le spese della follia dell’uomo.






