
La sequenza degli attacchi all’informazione non asservita si è fatta sempre più fitta. Dai continui attacchi a Repubblica e al gruppo l’Espresso, la recente richiesta di danni a “L’Unità” fino alle “manganellate” de “Il Giornale”, di proprietà della famiglia di Berlusconi, contro il direttore de “L’Avvenire”: tutti giornali scomodi, che in questi mesi hanno fatto inchieste, hanno indagato, hanno posto interrogativi al Governo e all’opinione pubblica.
C’è il disegno complessivo di mettere il bavaglio a qualsiasi opinione contraria. Un programma che si realizza lentamente e non con le censure cui eravamo abituati nel periodo fascista, ma con strumenti “moderni”, che rischiano di passare più inosservati ma non per questo sono meno dannosi. Denunce, pressioni economiche e politiche, sostituzione dei vertici del servizio pubblico e così via… questi sono i manganelli e l’olio di ricino contro l’informazione libera di oggi.
Non è un caso che nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo), il nostro Paese viene declassato da Paese ‘libero’ (free) a ‘parzialmente libero’ (partly free), unico caso nell’Europa Occidentale.
Per soffermarci solo sui giorni più recenti balza agli occhi il caso del programma “Report” di Rai 3 che da sempre conduce un informazione di inchiesta libera sulle vicende della nostra società e a cui, ora, viene negata la copertura delle spese legali dalla Rai.
La manifestazione lanciata per il 19 settembre dalla federazione Nazionale della Stampa non potrà essere solo una manifestazione per addetti ai lavori, ma dovrà vedere una grande partecipazione civica di tutti i cittadini che tengono ad un’informazione libera, plurale, senza bavagli. Un’informazione che dia le notizie vere, che dia spazio al giornalismo di inchiesta, al giornalismo di frontiera che vede tanti giornalisti o semplici cittadini che ogni giorno provano a raccontare realtà difficili, sommerse, come quelle delle mafie.
Anche gli studenti non possono non partecipare, per chiedere un’informazione libera, che faccia luce sui tanti problemi che affliggono il mondo degli studenti, per raccontare le vite quotidiane di tanti giovani che, seppure non “fanno notizia”, fanno la nostra società.
Per questo l’Unione degli Studenti aderisce alla manifestazione e il 19 settebre saremo a Piazza del Popolo a Roma.
NB: la CGIL organizza pulmann per la manifestazione…
chi volesse partecipare contatti la CGIL Genova!
ATTENZIONE
La manifestazione per la liberta’ di stampa indetta dalla Fnsi per sabato 19 settembre e rinviata a causa dell’ attentato ai militari italiani in Afghanistan si terra’, sempre a Roma, il 3 ottobre. a dare la comunicazione è il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, nel corso della conferenza stampa indetta per oggi. “Stiamo lavorando per il 3 ottobre, a Roma -ha detto Siddi- con le stesse modalita’ previste per la manifestazione del 19 settembre”. I dettagli a cominciare dal luogo dove dovra’ svolgersi la manifestazione, saranno definiti “nelle prossime ore o giorni”.
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Ps. visitate il nostro mercatino del libro usato, contro la speculazione e il caro libri!
