Feb 23

L’istituto agrario a Messina. L’istituto nautico, dove non c’è spazio per le classi e gli alunni sono costretti a fare i pendolari per spostarsi da un’aula all’altra. Infine a Enna, in una zona altamente sismica, dove gli istituti scolastici non sono nemmeno a norma, per la maggior parte (16 su 34).
Sono queste alcune scuole messe sotto i riflettori di “Presa Diretta”, il programma andato in onda domenica 14 febbraio su Rai3. Quelle che per molti appaiono immagini e racconti sconcertanti, sono storie di vita quotidiana per molti studenti e lavoratori della scuola. Presa Diretta si è limitata a mostrare gli effetti delle politiche di tagli alla scuola. ha raccontato la storia di vite umiliate ed offese. Ha mostrato una scuola sempre più classista, dove l’istruzione è negata ai più svantaggiati,. ai più poveri, ai diversamente abili.

Ne consigliamo la visione a tutti, in particolare ai politici e alle istituzioni che da anni ignorano le richieste del mondo studentesco e della scuola tutto.

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Feb 16

Il primo marzo a Genova il corteo partirà alle ore 18 dalla Commenda di Prè per poi arrivare in Piazza Matteotti per una Manifestazione, una Festa ed un concerto.

Lo sciopero del 1° marzo 2010 - 24 ore senza di noi si propone come una grande Manifestazione non violenta per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.

Il movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Si collega e si ispira La journée sans immigrés - 24h sans nou, il Movimento che anche in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1° marzo 2010.

L’Unione degli Studenti parteciperà al corteo!

appuntamento ore 18.00 dalla Commenda di Prè

Feb 12

«Nel 2001, in due giorni di luglio di quell’anno, la città è stata attaccata. Sono stati attaccati i cittadini e le forze dell’ordine. Hanno difeso se stesse e hanno soprattutto difeso la città».

Manganelli, capo della polizia, 11/02/2010

Le dichiarazioni di Manganelli, non sono degne di un capo della polizia di un paese civile e democratico.

Sappiamo benissimo chi ha voluto lasciare mano libera ai black block durante il g8.

Sappiamo chi ha fatto un’irruzione di notte in una scuola, massacrando tutti i ragazzi/e che ci dormivano dentro e lasciandone più di uno in fin di vita.

Sappiamo chi ha pestato manifestanti pacifici, donne, disabili, suore, ragazzi minorenni.

Sappiamo chi ha bloccato e caricato un corteo pacifico e AUTORIZZATO.

Sappiamo chi lanciava lacrimogeni dagli elicotteri, o chi da terra li sparava ad altezza uomo sui manifestanti.

Sappiamo chi ha infiltrato il movimento e gli stessi black block con agenti provocatori per far scoppiare le violenze.

Sappiamo chi “caricava” i manifestanti con automezzi blindati, rischiando di investire più di un manifestante.

Sappiamo anche che è stata una “fortuna” che in quei giorni, nella nostra città, ci sia stato solo un morto.

Sappiamo tutto delle violenze fisiche e verbali, delle torture e dei pestaggi all’interno della caserma di Bolzaneto.

Sappiamo di cosa si sono macchiati polizia e carabinieri in quei giorni.

Sappiamo CHI E’ STATO, E NON ABBIAMO PAURA DI URLARLO FORTE ANCORA ADESSO.

Vogliamo giustizia e non accettiamo revisioni storiche su quello che è successo, per questo chiediamo le dimissioni di Manganelli da capo della polizia, perchè se ieri la polizia faceva quello che voleva sui manifestanti inermi al g8, oggi e domani farà lo stesso sulle migliaia di studenti che lottano per una scuola migliore o sulle migliaia di lavoratori che lottano per non perdere il posto di lavoro.

Non è concepibile che un capo della polizia non si prenda le sue responsabilità, o che non condanni l’incapacità di gestire l’ordine pubblico da parte della polizia e le violenze gratuite perpetuate dalla stessa.

Unione degli studenti Genova

Feb 8

Il 20 Gennaio 2010 la Commissione Lavoro della Camera ha approvato un emendamento al disegno di legge 1441 quater che garantirebbe l’assolvimento dell’obbligo scolastico anche nei canali di Apprendistato dal’età di 14 anni.

Mentre gli alti stati europei stanno progressivamente elevando l’obbligo scolastico a 18 anni, per garantire un’istruzione elevata e gratuita per tutti, il Governo Italiano torna sui passi tracciati dalla Moratti: con l’apprendistato si può prendere un titolo di studio, due anni di lavoro saranno come un biennio sui banchi di scuola.

L’apprendistato è una tipologia di contratto, questo vuol dire che lo studente può andare a lavorare dai 14 anni in poi e può seguire dei corsi formativi.

Anziché frequentare un biennio sui banchi si potrà entrare in catena di montaggio, il ritorno dello sfruttamento minorile sarà un dato di fatto.

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