Feb 8

Il 20 Gennaio 2010 la Commissione Lavoro della Camera ha approvato un emendamento al disegno di legge 1441 quater che garantirebbe l’assolvimento dell’obbligo scolastico anche nei canali di Apprendistato dal’età di 14 anni.

Mentre gli alti stati europei stanno progressivamente elevando l’obbligo scolastico a 18 anni, per garantire un’istruzione elevata e gratuita per tutti, il Governo Italiano torna sui passi tracciati dalla Moratti: con l’apprendistato si può prendere un titolo di studio, due anni di lavoro saranno come un biennio sui banchi di scuola.

L’apprendistato è una tipologia di contratto, questo vuol dire che lo studente può andare a lavorare dai 14 anni in poi e può seguire dei corsi formativi.

Anziché frequentare un biennio sui banchi si potrà entrare in catena di montaggio, il ritorno dello sfruttamento minorile sarà un dato di fatto.

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Nov 1

Lo stage (tirocinio formativo) è un’esperienza lavorativa nella quale lo studente acquisisce ed affina la propria professionalità e formazione. O così dovrebbe essere.

Nella realtà gli stage si trasformano spesso in situazioni di “sfruttamento” nei confronti del tirocinante. Un tacito sfruttamento dovuto alla non conoscenza dei diritti all’interno del percorso formativo. Tutto ciò è legale in quanto non vi è l’esistenza di uno statuto che disciplini diritti e doveri degli studenti nell’ambito lavorativo.

Da anni l’Unione Degli Studenti lotta per l’esistenza a livello regionale e nazionale di uno statuto dei diritti degli studenti in stage.

Noi vogliamo che:

  1. Tutti gli istituti tecnici debbano obbligatoriamente offrire l’opportunità a tutti gli studenti di partecipare allo stage;
  2. vi sia un corso preliminare a spese della scuola nel quale lo studente viene a conoscenza dello statuto;
  3. la totale copertura assicurativa ed una retribuzione minima di 600 euro;
  4. validità dello stage nel curriculum vitae;
  5. partecipazione attiva alle associazioni studentesche (DPR 249/98, DPR 567/96)

Condividi la tua esperienza e le tue idee all’assemblea studentesca il 5 novembre alle ore 16.00 a palazzo Tursi (in via Garibaldi)!!!

Jun 25

La scuola “del rigore” significa più studenti bocciati o più studenti che imparano di più??? Il Ministero della Pubblica Istruzione ha reso noti i primi dati relativi agli scrutini delle scuole italiane, in base ai quali risulta che è aumentato di migliaia il numero degli studenti bocciati e degli studenti non ammessi alla maturità.
Fanno riflettere tali dati. Le maggiori bocciature dimostrano che si sono irrigiditi i parametri di valutazione ma, al tempo stesso, non sono aumentate le possibilità per gli studenti di recuperare: I corsi di recupero sono praticamente inesistenti e le offerte didattiche e formative continuano ad essere ridotte drasticamente. Il governo, invece che sbandierare le maggiori bocciature come un successo, dovrebbe intervenire subito per ridurre al minimo gli studenti che non riescono a superare l’anno, aumentando le risorse a disposizione per le scuole e mettendo fine ad una scellerata politica di tagli che contribuiscono ad aumentare l’insuccesso scolastico e l’abbandono scolastico.
Anche guardando al resto dell’Europa, I nostri dati sulle bocciatura e sulla dispersione non sembrano poter essere un motivo di vanto: i giovani tra i 18 e i 24 anni con la sola licenza media e non inseriti in un percorso di studio sfiora il 20% e l’obiettivo da raggiungere per il 2010 dovrebbe essere il 10%; così come siamo lontani dall’obiettivo per il 2010 di aumentare notevolmente i diplomati. La nostra, è una scuola che non elimina ma amplifica le differenti situazioni socio-economiche di partenza degli studenti. Non è una novità che i figli di genitori laureati hanno maggiori probabilità di ottenere un diploma e laurearsi, così come non è un caso che le maggiori bocciature si verifichino negli istituti tecnici e professionali. La scuola, deve essere in grado di rimuovere tali differenze e mettere tutti gli studenti nelle stesse condizioni di partenza. Ciò si può fare solo attraverso politiche di diritto allo studio, che permettano a tutti di comprarsi i libri, di raggiungere il luogo di studio, di avere accesso a servizi culturali e didattici, di potersi permettere corsi di recupero, ecc. L’impegno di ogni studente nello studio è indispensabile e deve essere incentivato e premiato, ma lo Stato non può spogliarsi delle proprie funzioni e non dare a tutti gli strumenti indispensabili per imparare.

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Jan 20

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Fin dall’inizio l’Unione degli Studenti ha espresso la propria contrarietà alla “reintroduzione” del voto in condotta, che ci è sembrato essere solamente un provvedimento “spot”, mirato ad illudere che basti un voto per eliminare il problema sociale del cosiddetto “bullismo”. Abbiamo da subito denunciato i limiti di questo provvedimento e la possibilità che venisse usato da professori e presidi autoritari come strumento di repressione della libera manifestazione di pensiero (come, in effetti, spesso si è già verificato negli scorsi mesi). In seguito all’approvazione del decreto 137 nonostante le molte proteste del mondo studentesco e della scuola tutta – ci siamo battuti per una rapida approvazione di un decreto che circoscrivesse i casi in cui può essere data l’insufficienza in condotta (e quindi la bocciatura), almeno per limitare i danni del contestato provvedimento.
°Il 16 gennaio scorso il ministero ha emanato il decreto che definisce i criteri per l’applicazione della nuova normativa sul voto in condotta. L’emanazione di questo decreto, previsto dalla legge, risulta tardiva (16 gennaio 2009) in quanto in molte scuole già si sono svolti gli scrutini intermedi che, quindi, in alcuni casi hanno affibbiato voti in condotta senza garanzie e tutele per gli studenti.
Risultano assenti, inoltre, reali misure di prevenzione. La realizzazione di queste è lasciata unicamente alle scuole, in grado di combattere alla radice i fenomeni di disagio degli studenti nella scuola. Il Ministro Gelmini sembra essere più attento a strumenti quali le telecamere nelle scuole (come afferma in un intervista al Giornale il 19/1/09) che non a progetti didattici e culturali ampi, che vedano il coinvolgimento e la partecipazione degli studenti stessi.

°Questo decreto dimostra il fatto che la forza delle mobilitazioni è stata in grado di fermare parzialmente la Gelmini ma non basta, bisogna continuare la lotta in ogni scuola per bloccare il processo di distruzione della scuola pubblica!

Scarica la scheda in allegato per conoscere i contenuti del decreto cliccando qui