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Fin dall’inizio l’Unione degli Studenti ha espresso la propria contrarietà alla “reintroduzione” del voto in condotta, che ci è sembrato essere solamente un provvedimento “spot”, mirato ad illudere che basti un voto per eliminare il problema sociale del cosiddetto “bullismo”. Abbiamo da subito denunciato i limiti di questo provvedimento e la possibilità che venisse usato da professori e presidi autoritari come strumento di repressione della libera manifestazione di pensiero (come, in effetti, spesso si è già verificato negli scorsi mesi). In seguito all’approvazione del decreto 137 nonostante le molte proteste del mondo studentesco e della scuola tutta – ci siamo battuti per una rapida approvazione di un decreto che circoscrivesse i casi in cui può essere data l’insufficienza in condotta (e quindi la bocciatura), almeno per limitare i danni del contestato provvedimento.
°Il 16 gennaio scorso il ministero ha emanato il decreto che definisce i criteri per l’applicazione della nuova normativa sul voto in condotta. L’emanazione di questo decreto, previsto dalla legge, risulta tardiva (16 gennaio 2009) in quanto in molte scuole già si sono svolti gli scrutini intermedi che, quindi, in alcuni casi hanno affibbiato voti in condotta senza garanzie e tutele per gli studenti.
Risultano assenti, inoltre, reali misure di prevenzione. La realizzazione di queste è lasciata unicamente alle scuole, in grado di combattere alla radice i fenomeni di disagio degli studenti nella scuola. Il Ministro Gelmini sembra essere più attento a strumenti quali le telecamere nelle scuole (come afferma in un intervista al Giornale il 19/1/09) che non a progetti didattici e culturali ampi, che vedano il coinvolgimento e la partecipazione degli studenti stessi.
°Questo decreto dimostra il fatto che la forza delle mobilitazioni è stata in grado di fermare parzialmente la Gelmini ma non basta, bisogna continuare la lotta in ogni scuola per bloccare il processo di distruzione della scuola pubblica!
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