Mar 5

Negli ultimi mesi il governo Berlusconi ha dichiarato esplicitamente, attraverso specifici provvedimenti, le proprie intenzioni: affamare la scuola pubblica, rendere definitivamente private le università e cancellare la ricerca libera dal territorio nazionale”. Gli ultimi provvedimenti ministeriali descrivono la volontà di rendere la scuola e l’università uno strumento funzionale alle logiche del profitto di pochi, privando un’enorme fetta di popolazione della possibilità di costruirsi un futuro. Ne sono un segno evidente i provvedimenti di riordino delle scuole superiori e il ddl Gelmini sull’università, che rispondono alla sola logica dei tagli, senza rispondere a reali progetti educativi e di investimento nel futuro del Paese.

Nella provincia di Genova le scuole hanno chiuso i bilanci in passivo.

Vogliamo elaborare un “AltraRiforma” della scuola e dell’università, che metta al centro le proposte e le reale esigenze degli studenti, a partire dal diritto allo studio, la didattica, le rappresentanze studentesche. Chiediamo una legge quadro nazionale sul diritto allo studio con un fondo straordinario di finanziamento che possa delineare per tutte e venti le regioni del nostro Paese una cornice comune di offerta formativa e un reale accesso ai percorsi scolastici e universitari per tutte e tutti, a prescindere dalle condizioni economiche di partenza. Solo con efficaci provvedimenti sui trasporti, sulla casa, sui libri, sulle mense, sui consumi culturali si può costruire la formazione dei «capaci e meritevoli».

“Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli!”

corteo

venerdì 12 marzo

piazza caricamento

ore 9.00

Feb 23

L’istituto agrario a Messina. L’istituto nautico, dove non c’è spazio per le classi e gli alunni sono costretti a fare i pendolari per spostarsi da un’aula all’altra. Infine a Enna, in una zona altamente sismica, dove gli istituti scolastici non sono nemmeno a norma, per la maggior parte (16 su 34).
Sono queste alcune scuole messe sotto i riflettori di “Presa Diretta”, il programma andato in onda domenica 14 febbraio su Rai3. Quelle che per molti appaiono immagini e racconti sconcertanti, sono storie di vita quotidiana per molti studenti e lavoratori della scuola. Presa Diretta si è limitata a mostrare gli effetti delle politiche di tagli alla scuola. ha raccontato la storia di vite umiliate ed offese. Ha mostrato una scuola sempre più classista, dove l’istruzione è negata ai più svantaggiati,. ai più poveri, ai diversamente abili.

Ne consigliamo la visione a tutti, in particolare ai politici e alle istituzioni che da anni ignorano le richieste del mondo studentesco e della scuola tutto.

Guarda i video cliccando qui

Feb 16

Il primo marzo a Genova il corteo partirà alle ore 18 dalla Commenda di Prè per poi arrivare in Piazza Matteotti per una Manifestazione, una Festa ed un concerto.

Lo sciopero del 1° marzo 2010 - 24 ore senza di noi si propone come una grande Manifestazione non violenta per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.

Il movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Si collega e si ispira La journée sans immigrés - 24h sans nou, il Movimento che anche in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1° marzo 2010.

L’Unione degli Studenti parteciperà al corteo!

appuntamento ore 18.00 dalla Commenda di Prè

Feb 12

«Nel 2001, in due giorni di luglio di quell’anno, la città è stata attaccata. Sono stati attaccati i cittadini e le forze dell’ordine. Hanno difeso se stesse e hanno soprattutto difeso la città».

Manganelli, capo della polizia, 11/02/2010

Le dichiarazioni di Manganelli, non sono degne di un capo della polizia di un paese civile e democratico.

Sappiamo benissimo chi ha voluto lasciare mano libera ai black block durante il g8.

Sappiamo chi ha fatto un’irruzione di notte in una scuola, massacrando tutti i ragazzi/e che ci dormivano dentro e lasciandone più di uno in fin di vita.

Sappiamo chi ha pestato manifestanti pacifici, donne, disabili, suore, ragazzi minorenni.

Sappiamo chi ha bloccato e caricato un corteo pacifico e AUTORIZZATO.

Sappiamo chi lanciava lacrimogeni dagli elicotteri, o chi da terra li sparava ad altezza uomo sui manifestanti.

Sappiamo chi ha infiltrato il movimento e gli stessi black block con agenti provocatori per far scoppiare le violenze.

Sappiamo chi “caricava” i manifestanti con automezzi blindati, rischiando di investire più di un manifestante.

Sappiamo anche che è stata una “fortuna” che in quei giorni, nella nostra città, ci sia stato solo un morto.

Sappiamo tutto delle violenze fisiche e verbali, delle torture e dei pestaggi all’interno della caserma di Bolzaneto.

Sappiamo di cosa si sono macchiati polizia e carabinieri in quei giorni.

Sappiamo CHI E’ STATO, E NON ABBIAMO PAURA DI URLARLO FORTE ANCORA ADESSO.

Vogliamo giustizia e non accettiamo revisioni storiche su quello che è successo, per questo chiediamo le dimissioni di Manganelli da capo della polizia, perchè se ieri la polizia faceva quello che voleva sui manifestanti inermi al g8, oggi e domani farà lo stesso sulle migliaia di studenti che lottano per una scuola migliore o sulle migliaia di lavoratori che lottano per non perdere il posto di lavoro.

Non è concepibile che un capo della polizia non si prenda le sue responsabilità, o che non condanni l’incapacità di gestire l’ordine pubblico da parte della polizia e le violenze gratuite perpetuate dalla stessa.

Unione degli studenti Genova

Jan 19

Riprendiamo l’anno costruendo una campagna nazionale sull’edilizia scolastica!

L’uds ha sempre ritenuto fondamentale affrontare, come priorità, la questione dello stato degli edifici scolastici, la necessità di fare un lavoro di denuncia costruito seriamente, in maniera omogenea in tutta Italia. La questione del’edilizia è particolarmente interessante per noi studenti di Genova e provincia.

Per questo l’UDS vuole raccogliere i dati di tutti gli edifici scolastici dove ogni giorno studiamo, per denunciare pericolosità, carenze e chiedere un forte investimento al Governo e agli enti locali.

Il lavoro di raccolta dei dati richiede pochissimo tempo; si tratta di compilare un solo questionario per scuola e di mandarlo alla casella di posta elettronica “edilizia.precaria@gmail.com” o al numero di fax “06/6783559″, oppure di compilarlo online cliccando qui.

Buon anno dall’UDS Genova!

Al lavoro e alla lotta!

Nov 27

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Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Grazie a quella legge, infatti, sono nate coopertive giovanili che operano sui terreni confiscati. Le cooperative (Pio La Torre, Placido Rizzotto e tante altre) oggi garantiscono lavoro pulito e vero a ragazzi e ragazze che altrimenti sarebbero costretti ad emigrare dalle proprie terre. Il riutilizzo sociale dei beni confiscati permette anche a decine di associazioni di volontariato di avere sedi per l’accoglienza dei migranti, dei rifugiati politici, centri di aggregazione giovanili, centri di riabilitazione per i diversamente abili.

Oggi quell’impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. È facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettant  simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie.
Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”.

L’Associazione Libera ha lanciato una petizione che in sole 48 ore ha già raggiunto 15.000 firme, inoltre hanno firmato l’appello persone dello spettacolo, della cultura e dell’associazionismo come Roberto Saviano, Nando Dalla Chiesa, Rita Borsellino, Vauro, Giancarlo Caselli, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Subsonica. Firma anche tu l’appello su WWW.LIBERA.IT.

Nov 9

Da oltre sessant’anni il 17 novembre è una data di grande valore simbolico per gli studenti: in quella data, infatti, centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti nel 1939.

Nel 1941 alcuni gruppi di studenti in esilio, gli stessi che avrebbero poi costituito il nucleo dell’International Union of Students, decisero che il 17 novembre sarebbe diventato l’International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca.

Da quel giorno ogni anno in decine di paesi gli studenti si sono mobilitati in ricordo di quel massacro e per rivendicare il diritto di studiare per tutti, e la necessita di costruire un mondo di pace, giustizia, democrazia e libertà. E nel 1973 gli studenti greci del Politecnico di Atene che manifestavano proprio in difesa di questi principi furono massacrati dai carri armati del regime dei Colonnelli. Ed infine il 17 novembre del 1989 ancora in Cecoslovacchia, i carri armati repressero ancora una volta duramente gli studenti che manifestavano.

L’assemblea studentesca internazionale di Bombay nel 2004 ha deciso di ripristinare questa data della memoria e di renderla un momento importante di mobilitazione studentesca. Migliaia di studenti , quest’anno, in tutto il mondo si mobiliteranno il 17 Novembre perché siano riconosciuti i diritti degli studenti, perché sia garantito a tutti/e nel mondo il diritto all’istruzione, perché l’istruzione resti un bene pubblico e non venga privatizzato.

A GENOVA CORTEO STUDENTESCO!

CONCENTRAMENTO IN PIAZZA CARICAMENTO ORE 9.15

17/11/09

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